martedì 13 settembre 2011


PRIMO GIORNO ROZZ FEST (in pic Ulteriori).
Se si deve raccontare qualcosa è giusto farlo per bene.Girare qua e là da una città all'altra nei fine settimana e quando ne ho le possibilità economiche e universitarie credo che mi salvi da me stessa.E' come se recuperassi energia e vitalità,strano da descrivere ma sono sicura che molti di coloro che leggeranno capiranno.Racconto quello che vedo,quello che sento e trascrivo il tutto con un pò di luce,che a volte è davvero poca.
Spesso il sacco a pelo non basta a proteggere dal freddo e così si passa la notte a tremare nella sobrietà più nera (per chi come me è astemio),tuttavia si è felici. Stanchi,sporchi ma soddisfatti.
Di fronte ogni palco,ogni distro ,dietro ogni edificio al buio si creano legami che per una qualche strana ragione diventano forti ad una velocità difficilmente immaginabile;forse è la consapevolezza che chi è di fronte a noi ci assomiglia e chissà...può anche darci la risposta giusta di tanto in tanto.
Facce che rivedi sabato dopo sabato,amicizie che si mantengono vive attaccate al filo della distanza...eppure non se ne fa a meno.
Il primo giorno di Rozz Fest ero spaesata,beh...lo sono stata per i primi 20 minuti;alla fine mi sono perfettamente ambientata gironzolando senza meta da un angolo all'altro come sono solita fare.
Amo curiosare tra le distro e scrutare le espressioni e i volti delle persone;mi interessa ascoltare i loro accenti,mi soffermo a respirare l'aria fresca e talvolta polverosa.
Quando inizia la musica in un lampo sono davanti al palco,pronta a ricevere gomitate e spintoni per catturare l'istante,il momento.Se sono fortunata trovo un posticino riparato e strategico dal quale scattare oppure qualche simpatico giovinotto,che prendendo a cuore la mia situazione, mi aiuta nel respingere gli attacchi potenzialmente rovinosi di "pogatori" insaziabili.
Alla Masseria Foresta ho respirato tanta polvere.La bocca mi sapeva di terra e il respiro era faticoso non per le migliaia di sigarette trangugiate dalla noia di alcuni tempi morti...il gusto della calca,del chaos.
L'energia si avverte alla sola vista,al solo udito...anche l'ofatto capta qualcosa.
Tutto è in evoluzione o cambia per rimanere uguale.Di questo è giusto preoccuparsene più avanti,ora lasciatemi scattare,ora lasciateli pogare.

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